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Ciclone Harry in Sicilia: riflessioni oltre i luoghi comuni sull’abusivismo edilizio
Pubblicato da Bulding360.it il 24/1/2026 alle 12:17

In questi giorni, dopo il passaggio del ciclone Harry, ho sentito spesso frasi del tipo:
“Se le case sono crollate è colpa dell’abusivismo edilizio”.

Un’affermazione che contiene una parte di verità ma che rischia di trasformarsi nell’ennesimo slogan che semplifica troppo una realtà molto più complessa.

Sì, l’abusivismo lungo le coste siciliane è stato (e in alcuni casi purtroppo è ancora) un fenomeno diffuso. Mi sembra difficilmente negabile. Tuttavia, sostenere che tutte le case vicino al mare siano abusive è una conclusione decisamente errata.

C’è stato un periodo storico in cui costruire a pochi metri dalla battigia era perfettamente legale.
Norme diverse, vincoli diversi, una sensibilità ambientale molto lontana da quella attuale.
Per questo oggi esistono situazioni che possono sembrare paradossali:

– la casa più vicina al mare è perfettamente in regola, perché edificata quando la legge lo consentiva;

– quella più lontana, costruita in anni successivi, è abusiva perché nel frattempo la normativa è cambiata.

Ecco perché l’equazione “casa vicino al mare = abuso edilizio” è errata.
La realtà è fatta di documenti, date, permessi, vincoli e contesti storici che non possono essere cancellati con un commento sui social.

Detto questo, è altrettanto importante ricordare un punto fondamentale:
l’abuso edilizio è un reato e non va mai in prescrizione.
Non è un dettaglio. È un principio che tutela il territorio e la sicurezza delle persone, soprattutto in un’epoca in cui eventi climatici estremi (come il ciclone Harry) stanno diventando sempre più frequenti.

Il fatto che chiunque possa esprimersi sui social è una conquista della democrazia ma mi piacerebbe sentire qualche commento in più da parte degli addetti ai lavori, per fare chiarezza su una situazione che merita competenza e precisione.

Forse è giunto il momento di affrontare il tema con una maggiore consapevolezza: distinguere ciò che è legale da ciò che non lo è.

Per il futuro auspico una riflessione su ciò che possiamo fare oggi per eliminare, o quantomeno ridurre, certi rischi e allo stesso tempo per individuare e mettere in atto le azioni necessarie per una più efficace salvaguardia del territorio.



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